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Detrazione fiscale

Cos'è?

Nel 2026 la detrazione fiscale per il fotovoltaico ti permette di recuperare una parte consistente della spesa attraverso le tasse: 50% sulla prima casa e 36% sulla seconda, distribuiti in 10 anni. In pratica, installi l’impianto, paghi i lavori e poi ogni anno lo Stato ti restituisce una quota nella dichiarazione dei redditi, fino a coprire metà dell’investimento nel caso più favorevole.

I principali vantaggi sono molto concreti: prima di tutto tagli il costo reale dell’impianto fino al 50%, che è il motivo principale per cui molti decidono di farlo. Subito dopo l’installazione inizi anche a risparmiare in bolletta, quindi il beneficio è doppio: meno spese energetiche da subito e recupero fiscale negli anni. Nel bonus rientra tutto l’impianto, comprese batterie di accumulo, inverter e lavori accessori, quindi puoi fare un sistema completo senza perdere l’agevolazione. Inoltre è un incentivo ormai stabile, senza le complicazioni dei vecchi superbonus, e nel tempo aumenta anche il valore dell’immobile, rendendolo più appetibile sul mercato.

Cosa serve?

Le condizioni per accedervi sono fondamentali e vanno rispettate con attenzione: l’impianto deve essere installato su un immobile già esistente (non su una nuova costruzione pura) e deve servire principalmente per autoconsumo domestico.

 

Devi essere tu a sostenere la spesa, con fatture intestate a tuo nome, e il pagamento deve avvenire obbligatoriamente tramite bonifico parlante (quello specifico per ristrutturazioni).

 

È indispensabile avere capienza IRPEF, perché il recupero avviene sulle tasse.

Infine, devi inserire ogni anno la quota nella dichiarazione dei redditi per ottenere il rimborso.

Conto termico 3.0

Cos'è?

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale pensato per promuovere interventi che aumentano l’efficienza energetica e la produzione di calore da fonti rinnovabili. Si tratta di un rimborso diretto in denaro, erogato dal GSE, quindi una volta approvata la pratica i soldi arrivano direttamente sul conto corrente, senza dover aspettare anni o passare per la dichiarazione dei redditi.

Gli interventi coperti dal Conto Termico 3.0 includono la sostituzione di caldaie tradizionali con pompe di calore, l’installazione di impianti solari termici per acqua calda,  sistemi ibridi o climatizzatori e lavori sull’involucro per la Pubblica Amministrazione. L’obiettivo principale è ridurre i consumi energetici legati al riscaldamento e al raffrescamento, che rappresentano una delle voci più importanti nelle bollette domestiche.

Il meccanismo è semplice: si realizza un intervento come la sostituzione di una vecchia caldaia con una pompa di calore, l’installazione di un impianto solare termico o di una caldaia a biomassa, si presenta la domanda al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori e, se tutto è corretto, si ottiene il contributo. Per i piccoli impianti il rimborso può arrivare anche in un’unica soluzione, spesso entro pochi mesi, il che lo rende immediatamente utile.

Cosa serve?

Le condizioni per accedervi prevedono che l’intervento riguardi la sostituzione o il miglioramento di un impianto esistente, con impianti conformi a requisiti di efficienza e certificazioni specifiche. È necessario presentare tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta sul portale GSE, incluse fatture tracciabili e, in alcuni casi, un’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti. Sono previsti limiti di spesa e di incentivo in base alla tipologia di intervento.

Vantaggi

I vantaggi principali sono chiari:

La liquidità è immediata, non bisogna aspettare anni per recuperare l’investimento.

L’incentivo può coprire fino al 65% della spesa, quindi in molti casi è molto significativo.

Non serve avere capienza fiscale: chiunque paghi l’intervento può beneficiarne.

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